Causa multifattoriale

Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI) 
Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD)
 
L'adhd è un disturbo neurobiologico che interessa la corteccia prefrontale e i nuclei della base, generalmente non causato da un danno cerebrale. Chi presenta questa diagnosi ha un diverso funzionamento o dimensione di alcune aree e/o circuiti celebrali e uno squilibrio di determinati neurotrasmettitori (noradrenalina e dopamina) responsabili del controllo di attività celebrali come l'attenzione, il movimento, l’inibizione e l’autocontrollo.
 
La manifestazione dell'adhd è determinata da più fattori: genetici, neurobiologici, biologici acquisiti e ambientali. 
Fattori genetici

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Gli studi condotti sui familiari evidenziano un'alta prevalenza dell'adhd e di altri disturbi mentali tra i parenti. Similmente, gli studi sui gemelli omozigoti (hanno lo stesso patrimonio genetico) riportano una concordanza di sintomi maggiore rispetto ai gemelli eterozigoti. In ultimo, gli studi sulle adozioni mostrano maggiore prevalenza del disturbo nei genitori biologici rispetto agli adottivi.
 
Fattori Neurobiologici
Questo tipo di fattori predispongono a sviluppare una determinata malattia, ma non è detto che effettivamente si manifesti. Ciò avviene per la maggior parte dei disturbi neuropsichiatrici: se i fattori neurobiologici di partenza incontrano fattori ambientali positivi (es. stabilità, unità e armonia familiare), il rischio di sviluppare il disturbo diminuisce, al contrario, se incontrano fattori ambientali negativi il rischio aumenta. 
 
Fattori biologici acquisiti
Tra questi fattori troviamo sicuramente l'esposizione ad alcol e tabacco nel periodo intrauterino, la nascita pretermine, il basso peso alla nascita e disturbi celebrali del bambino come encefaliti e traumi. 
 
Fattori ambientali

Nell'esordio dell'adhd concorrono, in un secondo momento, modulando l'effetto dei fattori biologici, i fattori ambientali: inizialmente riconducibili al contesto familiare e, successivamente, a quello scolastico.  Tra questi conosciamo: l'instabilità familiare, la conflittualità genitoriale, i disturbi psicologici dei genitori, lo stress familiare dovuto ad es. a lutti, problemi economici, trasferimenti, ecc., la scarsa competenza dei genitori e il rapporto negativo genitori-figlio o insegnanti-bambino.

 

Quindi, in conclusione, i sintomi del disturbo hanno probabilmente una causa principalmente biologica/costituzionale e solo in un secondo momento fattori di tipo relazionale possono influenzare la loro manifestazione. Non è quindi a causa dell'educazione degli adulti vicini al minore, se egli sviluppa l'adhd. Sembra invece che sia il temperamento del bambino che produca con maggiore probabilità, rispetto a quanto accade con un bambino normale, interazioni e modalità educativo inadeguate, che concorrono ad aggravare il disturbo stesso.