Il caso di Matteo

Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI) 
Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD)
 
Si presentano da me per un consulto i genitori di Matteo, un bambino di sette anni che frequenta la classe seconda della scuola primaria di primo grado. Raccontano che le insegnanti lo descrivono come un bambino intelligente e pronto ma anche irrequieto: non riesce mai a stare fermo e non sembra interessato a nulla di quello che gli propongono: “..i voti a scuola sono abbastanza buoni perché è un bambino intuitivo, ma di certo il suo impegno è scostante.” 
piccolinoI genitori riconoscono che, da sempre, sia stato vivacissimo e ultimamente sono allarmati perché, a volte, diventa aggressivo: “..si arrabbia perché vuole sempre fare a modo suo e quando non gli riesce una cosa, spacca tutto, picchia e qualche volta si picchia!” 
Indagando sulla storia del figlio riportano: “..Da neonato dormiva pochissimo e ancora oggi metterlo a letto è un problema.. E' passato dal gattonare, direttamente a correre..” L'inserimento alla scuola dell'infanzia è andato abbastanza bene, Matteo non ha avuto particolari difficoltà a separarsi dalla mamma, ma già nei primi giorni le insegnanti riportavano che fosse un bambino di difficile gestione: sempre in movimento e non in grado di aspettare il proprio turno.
Il passaggio alla scuola primaria, al contrario, è stato faticoso, Matteo a tutt'oggi non ci va volentieri e chiede spesso di stare a casa perché le maestre lo sgridano sempre. I genitori spiegano che persistono delle difficoltà incontrate già l'anno prima: “..abbiamo aspettato, per vedere se crescendo e abituandosi alla nuova scuola le cose miglioravano, ma sembrano invece peggiorate!” e fanno alcuni esempi: non rispetta le regole e non riesce a seguire le istruzioni fornite dall'insegnante, ha difficoltà a mantenere la concentrazione, si lascia distrarre facilmente dai compagni o dai rumori e raramente riesce a completare un compito in modo ordinato. Spesso giocherella con la gomma o le penne, mentre la maestra spiega e se viene ripreso dimostra un atteggiamento oppositivo o fa il “giullare”, cosa che fa ridere gli altri bambini e di cui Matteo si vanta. Le insegnanti riportano che sia un bambino sbadato e disorganizzato, forse un po' immaturo rispetto ai suoi coetanei.
Anche a casa, mamma e papà, notano delle difficoltà: “..all'inizio vuole fare un gioco ma prima di finirlo si stufa e chiede di fare un'altra cosa e comunque non sa giocare in modo tranquillo con niente, poi però quando guarda i cartoni animati o gioca alla Play station ci può stare per ore senza stancarsi!” 
Riportano che a volte sembra assente, come un po' chiuso in sé stesso, e che spesso rinuncia a fare qualcosa se pensa di non esserne capace, di conseguenza i genitori temono che non creda nelle proprie capacità e stia sviluppando una bassa autostima.

bambina iperattiva

A volte, si arrabbia a tal punto da diventare aggressivo, soprattutto verbalmente ma, qualche volta, anche fisicamente e questo lo porta a essere temuto e isolato dai compagni di classe e ad avere pochi amici con cui giocare al di fuori della scuola. La mamma spiega che anche con lei a volte risulta aggressivo: “..però quando comprende di essersi comportato in modo scorretto sembra molto dispiaciuto e, altrettanto spesso, si dimostra sensibile e pronto ad aiutare me e chi vede in difficoltà. E' un bambino molto dolce e coccolone quando vuole!” 

 

Mi spiegano che in famiglia ci sono nervosismi e tensioni perché tutto ruota intorno a Matteo e ai problemi educativi che il bambino pone quotidianamente, ai conflitti che suscita tra il padre e la madre. “..A volte perdiamo la pazienza e lo rimproveriamo o gli diamo uno scapaccione ma ci rendiamo conto che non funziona perché i problemi tendono a ripetersi. In più, nell'ultimo periodo, ha iniziato a picchiarsi da solo quando gli si dice di no o quando fa qualcosa che sa che non può fare.”  
Spesso i genitori sono molto in difficoltà perché non sanno come prenderlo, come reagire: con le buone? con le cattive? usando delle punizioni?